Alta Via della Grande Guerra - L'itinerario


Quello che segue è l'itinerario da noi ideato e qui suggerito dopo averlo percorso diverse volte. Ovviamente sono possibili molte varianti.
Il percorso si snoda lungo parte di quello che era il Fronte durante la prima Guerra Mondiale cercando di conciliare l'aspetto storico-culturale con quello logistico e paesaggistico.

Fin dall'inizio ci si muove tra resti di baraccamenti, trincee, attrezzature su pareti e ricoveri in cui i soldati degli eserciti italiano, austro-ungarico e germanico, vissero e combatterono per due anni e mezzo. Gli episodi umani, prima che bellici, sono innumerevoli e possono essere conosciuti attraverso la lettura dei numerosissimi testi scritti sull'argomento o ricorrendo all'accompagnamento di una Guida Alpina esperta del luogo.


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Primo giorno
Rifugio Dibona

Ritrovo presso il rifugio A. Dibona alle Tofane 2083 m. raggiungibile in auto da Cortina d’ Ampezzo in 20 min. entro l'ora di cena. Preparazione degli zaini (perché non siano troppo pesanti), cena e pernottamento in rifugio.

Nota: nei periodi che vanno dal 15 luglio a fine agosto è bene prenotare con molto anticipo i rifugi. Se siete un gruppo numeroso (oltre 4 persone) conviene comunque prenotare i rifugi anche in bassa stagione.

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Secondo Giorno
Ferrata Lipella Tofana di Rozes

Risalito il Vallon Tofana si devia a ovest percorrendo il sentiero che costeggiando tutta la parete sud della Tofana di Rozes conduce ai piedi del Castelletto a 2300 m. Si raggiunge la forcella di Rozes 2633 m. attraverso la galleria scavata dagli Alpini (ca. 2 ore dal rif. necessaria torcia elettrica) e poi si prosegue sul versante Travenanzes lungo una grande cengia ghiaiosa. Al suo termine inizia la Via Ferrata dedicata a Giovanni Lipella e costruita dalle Guide Alpine di Cortina, che in ca. 5 ore di entusiasmante arrampicata e camminata su cenge esposte e sempre attrezzate con cavo metallico, giunge all’anticima della Tofana di Rozes.

Da qui camminando lungo la cresta nord di questa cima imponente lungo un ripido sentiero si raggiunge la vetta vera e propria a 3225 m. Dalla cima si scende camminando sul versante nord est per la via normale (sentiero con qualche saltino roccioso di primo grado UIAA) fino al Rif. Giussani 2580 m. presso la spettacolare Forcella Fontana Negra, ai piedi della Punta Giovannina proprio nel cuore del massiccio delle Tofane.

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Terzo giorno
Monte Cavallo Cima Vallon Bianco

Si lascia il rifugio per scendere lungo il vallone del Masarè tra trincee e grandi massi fino ad una scala metallica (Sara del Minighel) costruita durante la guerra che permette di raggiungere il fondo della Val Travenanzes (ca. 1 ora) 2000 m. Da qui (Malga Travenanzes) un ripido sentiero zigzagante si inoltra sul versante opposto della valle nel Cadin di Fanis e poi sulle pendici orientali del Monte Cavallo.

Superata la forcelletta (ca. 3 ore) posta tra la cima del Cavallo e del Casale a 2984 m. si entra nel Vallon Bianco dirigendosi verso le cime di Furcia Rossa dove si snoda il percorso attrezzato detto “Via della Pace” che arriva fino alla Cima Vallon Bianco 2684 m. (ca.3 ore) dalla quale si scende in direzione dell’ Alpe di Fanes per giungere all’ omonimo ed accogliente rifugio 2050 m. (ca.2 ore).


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Quarto giorno
Alpe di Fanes Rifugio Lagazuoi

Dopo la tappa più dura ce ne concediamo una più rilassante attraverso l’Alpe di Fanes Grande che, oltrepassata la Forcella del Lago 2486 m. ci porta nell’Alpe di Lagazuoi dove troviamo il Rifugio Lagazuoi (ca. 4 ore)posto sulla cima del Lagazuoi Piccolo a 2752 m.

Se si arriva in tempo si può visitare in discesa la galleria elicoidale che scende nelle viscere della montagna fin nei pressi di Passo Falzarego da dove è possibile ritornare al rifugio mediante la funivia.

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Quinto giorno
Kaiserjaeger Col di Lana Livinallongo

Dalla cima del Lagazuoi Piccolo si scende sulla Cengia Martini con sentiero attrezzato detto dei Kaiserjaeger, che arriva al Passo Valparola 2168 m. (ca. 1 ora). Da qui ci si porta verso il Passo Sief a 2209 m. e si sale la cima di questa modesta montagna che è collegata alla cima Col di Lana 2452 m. mediante una cresta attrezzata con cavi.

Dalla cima del Col di Lana si scende a Livinallongo 1470 m. dove si pernotta in paese in hotel o B&B.

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Sesto giorno
Ferrata delle Trincee Marmolada Pian dei Fiacconi

Raggiunta Arabba (6 km) in bus, con la funivia si sale a Porta Vescovo a 2478 m. da dove inizia la Via Ferrata delle Trincee che, percorsa la lunga Cresta della Cima Mesola, termina nei pressi di Paso Padon 2369 m. sempre in vista del ghiacciaio della Marmolada.

Si scende a Passo Fedaia 2050 m. ed in bidonvia si sale al Rif. Pian dei Fiacconi 2626 m. ai piedi del ghiacciaio della Marmolada


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Settimo giorno
Marmolada Punta Penia

Ci si porta alla Forcella Marmolada 2896 m. per risalire la Via Ferrata della Cresta Ovest fino alla cima più alta delle Dolomiti 3348 m. da cui si scende per la via normale del ghiacciaio rientrando allo stesso rifugio (possibilità di lasciare parte del bagaglio per salire leggeri). Ridiscesi in bidonvia al Passo Fedaia: scioglimento del gruppo.

Nota: partendo dal rifugio di buon mattino si rientra a valle nel primo pomeriggio in modo di avere tempo di recuparare l'auto al Rif. Dibona e per eventuali viaggi di rientro a casa.

L'autore non si assume nessuna responsabilità verso chi, utilizzando queste informazioni, potrà eventualmente avere inconvenienti di qualsiasi genere. Il percorrere itinerari di montagna è attività rischiosa che presuppone il possedere le necessarie capacità tecniche, allenamento e esperienza. La descrizione è molto semplificata per lasciare all'appassionato la possibilità di organizzarsi come meglio crede le singole giornate.